A bordo non c’è spazio per i negazionisti.

Chi ha navigato di notte, in particolare in quelle notti senza luna, dove il buio è la cosa più visibile all’orizzonte,  conosce bene la sensazione di tranquillità sapendo che dietro a quella impercettibile luce rossa c’e’ un capitano che conosce bene le regole sulle precedenze, su come seguire la traccia della rotta segnata a matita sulla carta nautica e che con un piccolo movimento del timone dovrà deviare la rotta tracciata sull’acqua. Ci farà passare dandoci la precedenza. Tutti e due potremo continuare la navigazione arrivando in porto come previsto.

In mare la fiducia che tutti rispettino le regole, che chi non si conosce ma che identifichiamo solo con una piccola luce verde o rossa in lontananza, sarà affidabile quanto noi e seguirà le norme sulla navigazione, fanno la differenza tra la vita e la morte.  

Chi naviga ha studiato e continua a tenersi aggiornato per la sicurezza propria, del proprio equipaggio e di quello che non si conoscerà mai, a bordo di quella barca di cui vediamo solo la traccia sul radar o ne sentiamo  la voce per radio. Per questo non manchiamo di averne rispetto come se fosse un gruppo di nostri amici e parenti stretti sapendo che anche a loro avranno la stessa attenzione verso di noi. E’ una cosa normale per la gente di mare.

Studiamo le carte nautiche, le regole delle luci notturne, le precedenze e i moti delle costellazioni per definire il punto nave astronomico. Possiamo essere esperti in un campo e conoscere bene le radiofrequenze, per questo diremo la nostra sul posto migliore dove installare l’antenna, ma per il resto ci fidiamo di quello che altri esperti hanno riassunto sul manuale dell’ufficiale di rotta. La fiducia reciproca e la sintesi delle competenze altrui crea un sistema in cui anche chi non è astrofisico è in grado di tracciare una rotta, riesce a seguirla facendo un controllo prendendo l’altezza delle stelle con il sestante distinguendoe tra loro la luminosissima stella Betelgeuse da Rigel.

Se sono in difficoltà mi affiderò alle competenze e professionalità della Capitaneria. Se ho un problema tecnico alle vele non esiterò a chiedere un consiglio al velaio. Se vedo una nave con una combinazione di luci che non ricordo non esiterò ad aprire la scheda sulle luci di navigazione e scoprire che l’albero di Natale che vedo davanti alla mia prua è in realtà una nave dragamine che sta operando sul lato di dritta. Senza esitazione le passerò a sinistra.

Se a bordo mentre scrutiamo l’orizzonte un nostro ospite si permette di contraddire i gradi indicati dalla bussola, perché su internet ha letto una teoria negazionista sul magnetismo terrestre, non esitiamo ad insultarlo e ad accusarlo di mettere a rischio la sua e la nostra vita. Se modifichiamo la rotta perché vediamo una nave che ci viene incontro mostrando il fanale verde, il nostro amico ci dice che facendo così stiamo seguendo un inganno dei poteri forti e dovremmo svegliarci e sovvertire queste regole mantenendo la barra dritta, non esiteremmo a prenderlo a male parole visto che ci sta invitando ad una sicura collisione. Sulla terraferma queste regole sono sfumate. Noi per primi così rigorosi in mare non lo siamo a terra. A terra tendiamo a stare in silenzio e a far parlare questi idioti, abbiamo la convinzione che comunque non servirà  a nulla riprenderli e non percepiamo il pericolo che queste farneticanti teorie ci mettono in pericolo.

In una società civile deve esistere la libertà di parola. Ma i limiti devono essere netti e le competenze comprovate. Se in porto mi aggiro tra i pontili cercando di convincere i lupi di mare che dovranno mollare gli ormeggi mollando a terra anche le teorie che gli hanno permesso di navigare in sicurezza, volendo insegnargli nuove e folli teorie, non credo possa essere solo ignorato e compatito, ma senza dubbio potrei facilmente rischiare l’incolumità fisica. Un personaggio che insegue teorie strambe è un pericolo per se stesso e per chi sfortunatamente ne incrocerà la rotta. E’ un pericolo per chi meno solido potrebbe convincersi nel seguire quella strana teoria. In poco tempo ci troveremmo in navigazione al buio, senza luna, con le tante navi che ci sfilano e ci incrociano con le varie luci e segnali che fanno la navigazione notturna un’esperienza indimenticabile. Ma con il dubbio che quella nave che ci sta dando la precedenza, potrebbe all’ultimo per una teoria tutta sua ruotare il timone e schiantarsi nostra prua. Solo perché ha avuto il diritto di pensarla diversamente dagli altri.

Navigare con questa pandemia è stata dura e la mareggiata non si è ancora placata. Non dobbiamo perdere di vista la sicurezza nostra e di chi naviga al buio di fianco a noi. Non dobbiamo esitare a riprendere chi mette in discussione vaccini e cure contro il Covid. Non dobbiamo perdonare chi nega ci sia un’emergenza sanitaria ma una dittatura sanitaria. Non possiamo essere comprensivi per chi sta lottando per fare comunque il cenone di Natale ma non aiuta chi lotta per salvare vite in una corsia di ospedale.

Questi personaggi con le loro teorie vanno messi in un angolo. Sono pericolosi e devono essere emarginati anche se sono amici e conoscenti di cui avevamo una reputazione diversa.

Quando il mare si ingrossa e ci si ritrova in mezzo al mare a resistere, si conosce meglio l’equipaggio e il vero carattere di chi ci è vicino. Così anche durante questa pandemia abbiamo avuto la possibilità di far emergere il meglio o il peggio di chi credevamo di conoscere.

Come quando siamo al timone dobbiamo tenere la rotta, essendo assertivi e allontanando questi personaggi pericolosi. No vax – No mask – negazionisti – virologi da tastiera – sono pericolosi e una loro parola attenta la vostra salute e quella dei vostri familiari più fragili. Una loro farneticazione mette a rischio tutto l’equipaggio. Non dobbiamo avere il minimo dubbio e quando li incrociamo chiariamo che se si è a bordo, tutto l’equipaggio deve regolare le vele e il timone per seguire la stessa direzione. Quando si affonda ci si inabissa tutti insieme. Per chi vuole virare contro uno scoglio non c’e’ spazio. 

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