Una caccia al tesoro velica.

Anche noi lupi di mare abbiamo bisogno
ogni tanto di prenderci in giro e divertirci.

Abbiamo avuto la possibilità di farlo
trascorrendo un allegro weekend nel Golfo dei Poeti (La Spezia), grazie
all’idea venuta durante una chiacchierata tra Federica Manoli e Maurizio
Moglia, rispettivamente presidenti delle sezioni della Lega Navale di Milano
e di Lerici. “Perché non organizziamo una caccia al tesoro “nautica”?”.
Detto e fatto.

Ci siamo ritrovati in una decina di
soci delle sezioni di Chiavari, La Spezia, Lerici, Lavagna e Milano, chi
ad organizzare con riunioni telefoniche notturne le varie prove, chi a
chiedere a Davide Besana se poteva disegnare per l’occasione un fumetto
da stampare sulle magliette che avremmo utilizzato per l’evento, chi a
definire nei minimi dettagli enogastronomici la serata della premiazione
di questa strana caccia al tesoro.

Il mese dei preparativi è passato in
fretta: alle ore 9 di sabato 15 ottobre ci siamo trovati a fare il briefing
equipaggi davanti ad una colazione a buffet sul molo di Lerici. Anche se
non tutti si conoscevano, i passanti si fermavano incuriositi nel vedere
questo numeroso gruppo di amici e si domandavano da dove arrivassero tutte
quelle barche a vela ormeggiate a pacchetto.

Alle 11  tutti gli equipaggi erano in mare in attesa del suono della tromba: avrebbero finalmente potuto aprire la busta con la tanto attesa prima prova.

La veleggiata è iniziata sotto la pioggia
ma gli equipaggi non se ne sono resi conto, troppo impegnati nel risolvere
il primo indovinello e alla ricerca di un pontile per sbarcare a La Spezia:
dovevano raggiungere il monumento a Domenico Chiodo (che ha disegnato gli
arsenali) per poter ritirare la busta con la seconda prova.

Dopo una pausa per potersi travestire
da pirati e andare all’arrembaggio del gommone che li attendeva nel golfo
delle Grazie, dove avrebbero potuto ritirare la successiva prova, è rispuntato
il sole.

Ho avuto la fortuna di far parte del
comitato della veleggiata su un caratteristico  gozzo, dove ho potuto
conoscere Giancarlo Barberis (dei famosi cantieri Barberis) il quale ad
ogni parola ha dimostrato una smisurata passione per il mare e per le barche
che ha costruito. Ad ogni mia domanda sulle sue barche gli si illuminavano gli occhi. 


A troppi uomini di mare ho visto brillare gli occhi quando si
parla di vento, di mare, di scafi, di vele. Io che mi preoccupavo che non
fosse normale avere in testa tutti i giorni questo ronzio, fatto di vento
tra le sartie e sciabordio sul tagliamare. Vedendo negli occhi di tutti
questi amici lo scintillio della stessa passione, la riterrò da oggi una
cosa normale.

Navigando compatti è proseguita la frenetica apertura delle buste,  tra chi regolava di fino  le vele, chi alle prese con l’accensione dei fornelli per cucinare un piatto marinaresco, con i pochi ingredienti presenti a bordo ma con tanta fantasia, da consegnare in una  baia misteriosa intorno all’isola Palmaria, dove sarebbe stata consegnata l’ultima prova.

Gli equipaggi  più veloci a risolvere gli enigmi e a far “camminare” le barche avevano tagliato il traguardo al
pontile di Lerici. Il comitato  ha fatto fatica a prendere i tempi
per la classifica perché troppo impegnato a ridere nel vedere gli equipaggi
travestiti da pirati che accostavano al molo sfoggiando quelle strambe
polene (era l’ultima prova) costruite con quanto avevano a bordo. Chi
con i parabordo e mezzi marinai, chi con materassini, maschere e pinne,
qualcuno con polene umane, hanno fatto tutti bella figura grazie alla brillante
inventiva.

Tutti gli equipaggi in lotta tra loro
erano  pronti ora per festeggiare anche l’ultimo arrivato. La serata
 è proseguita senza sosta tra le premiazioni degli equipaggi da parte
del Sindaco e della giunta comunale di Lerici. Durante la cena, tra il
primo e il secondo c’e’ stata la  presentazione del libro “Cento
Boline”di Marianna De Micheli (attrice della soap Cento Vetrine convertita
in navigatrice solitaria). 

Tra un brindisi accompagnato dalla voce di Sara Grimaldi (vocalist di Zucchero) e dopo il dolce, tutti a ballare prima di sprofondare in cuccetta felici e soddisfatti per una giornata diversa dalle altre.

La domenica le sorprese non sono finte:grazie alla Marina Militare abbiamo potuto salpare per l’isola del Tino,dove sulla sommità dell’inaccessibile base militare, abbiamo potuto visitare il faro di San Veniero.

 Il faro ci ha accompagnato tante volte di ritorno
dalla Corsica o da Capraia. Era tanta la voglia di vedere chi ci ha guidato
e rassicurato durante tutte queste notturne.

La visita dell’isola incontaminata
sotto l’ombra del faro, la vista a trecentosessanta gradi di cui si può
godere (si scorge il tipico profilo di Gorgona), le spiegazioni dei guardiani,
tra le cui parole traspariva quanto ne fossero innamorati.


 E’ stata un esperienza impagabile che ha fatto capire a tutti quanta passione e bellezza ci può essere dietro ad un semplice fascio di luce che si perde in mare.

Ci siamo imbarcati cercando di arrivare
primi alla meta per poter mettere le mani sul tesoro. Aprendo il forziere
non sono stati trovati i famosi dobloni ma la riconferma che navigando
sotto il sodalizio del guidone della Lega Navale, abbiamo a disposizione
un tesoro più prezioso che ci seguirà durante tutte le nostre navigazioni:
tantissimi  amici che accorreranno per una veleggiata o una goliardica
caccia al tesoro ma che lo faranno ancora più velocemente in caso di necessità,porgendoci disinteressatamente le cime sia in mare che a terra.
 

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