Usato. C’è da fidarsi?

Non ho mai comprato tramite un annuncio su internet. In parte perché non mi fidavo, volevo toccare con mano prima di comprare. In parte perché mi frenava il pensiero di incontrarmi con degli sconosciuti e trattare per qualche “oggetto” visto in foto.
Una sera mi sono lanciato nel rispondere ad un annuncio su Subito.it, dove avevo trovato la mia futura barca. Una barchina di 6 metri, che nelle ultime settimane cercavo su vari siti. Dopo aver perso le speranze di ricevere una risposta, la sera successiva mi arriva un messaggio in cui Attilio, il venditore, si scusa del ritardo nel rispondermi.
Dalla prima telefonata capisco subito che è un appassionato velista. Ci incontriamo per vedere la barca. Un Cranchi EC 19. Bastano pochi minuti per riconfermare la passione per la sua barca a vela, che purtroppo deve vendere in quanto non trova più il tempo per darle le giuste cure.
Dopo avermi fatto vedere tutti i difetti, attrezzature da ripristinare, anche negli angoli più inaccessibili, ci stringiamo la mano. L’affare è fatto.

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Solo allora mi racconta delle qualità veliche e di quanto si è divertito in giro per il lago, tra piccole crociere e regate di circolo. Sembra quasi che non voglia venderla. In parte è contento perché sa che io me ne prenderò cura.
Ora Attilio la barca l’ha venduta, ma mi da la massima disponibilità ad utilizzare la sua boa d’ormeggio fino a che non mi sono organizzato per portarla via. Mi aiuta tramite un suo amico, che ha un cantiere, per l’alaggio e il trasporto.
La buona impressione del primo incontro, viene superata dalla disponibilità del dopo acquisto.
Dopo l’esperienza del primo acquisto on-line, parto alla ricerca del motore.
Siamo ad Agosto, e dopo cinque mesi di ricerche, una sera trovo finalmente l’annuncio che cercavo. 6 cavalli, 4 tempi, gambo lungo, come consigliato da Attilio, possibilmente con l’alternatore per ricaricare le batterie di servizio.
Dopo pochi minuti dall’sms che invio per chiedere se l’annuncio è ancora valido, mi chiama Maurizio , e mi spiega che il motore ha qualche anno ma non è stato mai utilizzato. Dopo la prima uscita Maurizio si è reso conto che l’elica usciva dall’acqua con un po’ di onda. Per la sua barca, di un paio di metri più lunga della mia, ci voleva un motore più grosso.
Il motore è stato acceso ogni tanto, ma non è mai uscito dal box. Era ora di venderlo.
Dopo una mezz’ora di spiegazioni, capisco di aver trovato un altro velista sfegatato.
Dopo una settimana, sono in ferie in Liguria. Prendo volentieri un giorni di riposo dalla vita da spaiggia e ciincontriamo a Livorno.
Dopo aver accesso il motore al primo colpo , mi spiega nel dettaglio uso e manutenzione.

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Mi spiega come dovrei collegare la barra del timone al motore (sistema ingenioso !!!).
Prima di caricare il motore nel bagagliaio, mi chiede – mio fratello ha fatto fare delle vele per il suo catamarano, non le ha mai usate; potrebbero andare bene per la tua !
Mi fa vedere una randa , uno spy e un gennaker , effettivamente nuovi. Mi stupisco che me li voglia regalare.
Maurizio è dispiaciuto che non possano navigare. Ed è contento quando le carico insieme al motore. Penso stia immaginandole già issate.

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Sarò anche stato fortunato nell’avere incontrato due persone oneste. Ma dopo la prima telefonata, sia con Attilio che con Maurizio, ho sentito immediatamente che la passione per la vela metteva la trattativa in secondo piano. Non era importante tirare sul prezzo. Era importante lo scambio di una barca, un motore, delle vele che non stavano più navigando, sapendo di averle date in consegna a chi, con la stessa passione , l’avrebbe riportate in acqua.
Le tante ricerche , sono state compensate dalla facilità nell’acquisto, di sicuro senza sorprese.
Se state cercando una barca, un motore, delle vele, proseguite l’acquisto del vostro sogno. Per cifre non importanti, se trovate un vero velista, la passione per il mezzo che gli ha consentito di navigare, sarà la garanzia per un ottimo acquisto.
Se le cifre sono più impegnative, non pensate di poter fare da soli senza un perito. Osmosi, incidenti e danni nascosti, possono costare cari e far perdere qualche notte di sonno. E qualche zero al conto corrente.
L’ossessione per la lunghezza della barca, che sembra dare troppo spesso alla testa qualche armatore, facendo dimenticare il piacere di togliere gli ormeggi su una piccola barca per due bordi. Lasciando al rientro a terra, solo la voglia per la prossima uscita. Senza pensare a quanti sacrifici ci sono costate quelle poche miglia.
Anche per questo, ricordiamoci che anche se potremmo permetterci di piu’, sono sempre validi i detti che piccolo è bello e che ciò che non c’è non si rompe.

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